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venerdì 7 settembre 2012

Tre perle di e su Martini


Tra le tante cose lette sul cardinal Martini, ci sono tre "perle" che non voglio perdere.

La prima è una frase detta da Martini a Piero Coda, moltissimi anni fa, prima di diventare vescovo di Milano: «Ciò di cui c'è bisogno, oggi, è di rapporti di trasparenza personale». 

La seconda è una frase su di lui di Vito Mancuso: «Martini è stato tra gli esponenti più significativi di ciò che viene solitamente definito cattolicesimo progressista, quell´ideale cioè di essere cristiani non contro, ma sempre e solo a favore della vita del mondo. In questo egli ha rappresentato uno dei frutti più belli del Concilio Vaticano II e di quella stagione che credeva nel rinnovamento della Chiesa in autentica fedeltà al Vangelo di Cristo, senza più nessun compromesso con il potere». 

La terza è l'espressione del vescovo Tettamanzi nel quale si fa portavoce della chiesa di Milano nell'ultimo saluto a Martini: «Che cosa dice oggi questa santa Chiesa di Milano?
Dice: “Noi ti abbiamo amato! per il tuo sorriso e la tua parola, per il tuo chinarti sulle  nostre fragilità e per il tuo sguardo capace di vedere lontano, per la tua fede nei giorni della gioia e in quelli del dolore, per la tua arte di ascoltare e di dare speranza a tutti: a tutti!"».

Tre perle nelle quali mi sento espresso e che faccio completamente mie.

venerdì 31 agosto 2012

Carlo Maria Martini


Ho provato un attimo di sgomento quando un amico mi ha comunicato la notizia della morte del cardinal Martini. La sua presenza mi dava sicurezza, mi comunicava la certezza che è ancora possibile essere cristiani e amare gli uomini di oggi, senza forzate contrapposizioni, spinti solo dal Vangelo, dall'Amore.
Più tardi ho visto una sua bellissima intervista alla televisione, e la sua parola era viva, attuale. Lì ho superato lo sgomento: continuerà a parlare, la sua parola è più che mai forte, ora sarà luce, faro.
C'è una chiesa che gli uomini desiderano e che amano, di cui più che mai voglio fare parte.