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mercoledì 3 novembre 2010

Una sera in sinagoga, tra memoria e futuro


Oggi ho realizzato un sogno della mia vita: entrare in una sinagoga e condividere da vicino la vita dei miei fratelli ebrei. L'occasione è stata la Marcia della memoria, organizzata dalla Comunità di S. Egidio insieme alla Comunità ebraica di Genova, in ricordo della deportazione degli ebrei genovesi avvenuta il 3 novembre 1943 proprio nella sinagoga di Genova.
Ho vissuto questo evento insieme ad alcuni amici, il che ha resto tutto molto più vero e concreto.
Ho seguito con molto interesse tutti gli interventi, e sono rimasto particolarmente toccato da quello di Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma, nipote del rabbino capo di Genova deportato e ucciso nei campi di sterminio. 
Mi è parso di partecipare ad un momento solenne, di quelli che rimangono, che segnano qualcosa di più che una partecipazione. Ho percepito nettamente che io, come cristiano, mi sento totalmente solidale con gli ebrei. Di più: non posso essere cristiano se non riconoscendo e amando queste mie radici.

sabato 9 ottobre 2010

Un breve momento di sosta



(Mentre scrivo il post ascolto: la colonna sonora di Million dollar baby)


A volte mi è davvero impossibile raccontare tutto quanto mi succede. Vorrei farlo: raccontarlo è uno dei modi più belli per fissare nel tempo quanto di bello e importante ci capita. Ma la vita gira così velocemente che non ci riesco. Molti attimi si perdono. Certo, si perdono solo nella memoria, perché rimangono in infiniti altri modi e prima di tutto sono parte di noi.


Da giovedì in avanti la mia settimana è stata più che mai intensa.
Giovedì mattina, con sei ragazzi della terza classico, sono andato a Varazze, presso una comunità per minori, a dare una mano dopo che l'alluvione di lunedì aveva fatto enormi disastri. Abbiamo soprattutto spalato fango, pulito scantinati e cortili. Mi è piaciuto come questi ragazzi si sono dati da fare, e sono stato molto bene con loro. Un'esperienza nuova per me (abbiamo lavorato insieme alla protezione civile), importante.
Venerdì sono riprese le attività di uno dei tanti gruppi della parrocchia. Quest'anno abbiamo fatto dei piccoli investimenti alla CdG (la Casa della Gioventù) e soprattutto attrezzato la cucina. Ultimamente ho passato molto tempo a preparare pizze per tutti, anche ieri sera (e anche questo pomeriggio). Cucinare a mangiare insieme fa molto casa: abbiamo ricominciato da poche settimane a ritrovarci, eppure c'è una bella aria, voglia di trovarsi, un senso generalizzato di benessere. 
Oggi sono stato alla CdG dalle due alle sette e mezzo: metà pomeriggio con i piccoli delle elementari e metà con quelli delle medie. Con questi ultimi era un scommessa: sarebbero venuti? Sono venuti, ed è successo proprio quello che avevo immaginato e sognato: la CdG era viva: in cucina c'era chi aiutava a preparare pizzette e crepes per tutti, alcuni giocavano a ping pong, altri - insieme - navigavano su internet e chiacchieravano.  Soprattutto c'era un clima bello, piacevole. 
Domani sera si ricomincia, ed è la volta dei giovani.
Quest'anno c'è qualcosa di particolare nell'aria...


C'è un'ultimo particolare che mi fa piacere in questi giorni: arrivo alla sera che ho fatto tutto quanto avevo in programma. Certo, qualcosa mi sfugge, andrebbe fatta meglio, va messa di nuovo in cima alle priorità il giorno dopo... ma le cose importanti ci sono tutte. Non so per quanto tempo durerà... ma intanto mi godo quello che ho oggi.