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domenica 13 marzo 2011

Senza parole



Una mail di P. ricevuta qualche giorno fa mi ha lasciato sbigottito e senza parola.
Mi racconta che pochi giorni fa la sua nipotina di 9 anni è morta per un male incurabile scoperto solo qualche mese fa.
Per due giorni ho sentito il peso di rispondere alla sua mail, per dirle tutta la mia vicinanza, mentre mi trovavo nell'impossibilità di dire qualsiasi parola che non fosse invadente, di troppo, inutilmente consolatoria.
Oggi finalmente le ho risposto, perché non potevo rimanere in silenzio, ma ho provato a usare parole che dicessero - nell'amicizia - tutto questo. 

venerdì 19 novembre 2010

Caratteriale



Qualche giorno fa, durante i consigli di classe, la nuova collega di scienza (una signora sulla cinquantina), parlando di un ragazzo con qualche problema, ha usato la parola "caratteriale".
Per me si è trattato di una sorta di shock. Non sentivo la parola da anni: dopo un periodo in cui veniva usata e abusata come sorta di contenitore per definire caratteri difficili, al limite del patologico, la parola era completamente uscita di scena, scomparsa, sostituita da mille altre. L'irrompere della parola sulla scena è stato come entrare in una macchina del tempo. Non è stata la parola in sé a colpirmi, ma il potere, la storia, il significato che ogni parola si porta dietro.