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martedì 1 marzo 2011

Una cosa che ho imparato da Silvia



Ogni cosa - anche bella - porta con sè qualcosa di incompiuto.
Mi è capitato durante la settimana bianca.
Un incomprensione ha generato un equivoco con una persona, che è stato poi impossibile chiarire.
Mi è tornata in mente Silvia. Anche con lei mi era capitata una cosa simile: una leggerezza da parte mia, una promessa non mantenuta. Impossibile scusarsi, ero nel torto marcio, e lei me lo faceva notare.
Mi dispiaceva questa situazione, che mi pareva senza uscita. Come fare? Come farmi perdonare?
Le parole in questi casi non servono. Ho ricominciato lì dove avevo sbagliato, senza più fare promesse ho cercato di mantenerle. La risposta di Silvia non si è fatta attendere, ed il filo si è riannodato, nonostante le migliaia di chilometri che ci separano (lavora in Brasile per due mesi e per due mesi torna a casa).
Non c'è altra strada anche questa volta. Ma forse è una strada sicura. Non faccio più promesse, cerco solo di mantenerle.

lunedì 28 febbraio 2011

Guardate i gigli dei campi

L'organizzazione della settimana bianca è stata ottima. Grazie all'aiuto di tutto, soprattutto di chi è venuto appositamente per collaborare alla sua riuscita, siamo riusciti a risparmiare qualcosa. Ero contento di mettere questa cifra nella cassa della CdG, con l'intenzione di utilizzarla come fondo cassa per il viaggio che faremo a Madrid quest'estate in occasione della giornata mondiale dei giovani.
Tuttavia un'incidente banale ed evitabile, ha prodotto un grosso danno al pullmino che ci avevano prestato, così che questa somma non basterà per ripagare il danno. La cosa mi è ovviamente dispiaciuta molto, e mi ha anche fatto rabbia. Poi però me ne sono fatto una ragione, anche perché mi è sembrato evidente che c'era in me un certo attaccamento a questo gruzzoletto, per quanto non fosse destinato a me.
Tornato a casa mi sono reso conto che il Vangelo di domenica era la bellissima pagina del discorso della montagna dove Gesù ci invita a non preoccuparci dei beni materiali, ad osservare gli uccelli del cielo, i gigli dei campi: Dio, che pensa a loro, non avrà a maggior ragione cura di noi? "Voi - ci dice Gesù - valete molto di più". Ho trovato così una risposta definitiva, rassicurante e rappacificante a questo spiacevole imprevisto. Altro che fondocassa, siamo i più ricchi, figli ed eredi del Creatore del mondo.

domenica 27 febbraio 2011

Una casa da adottare


Sono tornato nella bellissima casa di Chezal dopo due anni. La casa è molto bella, con i suoi spazi interni e con i tipici balconi in  legno di montagna. Tuttavia mi è stato subito chiaro che - per tutta una serie di eventi - la casa era in stato di abbandono. Non tanto nel senso materiale, quanto per il fatto che nessuno in questo momento se ne occupava. Una casa così bella lasciata a se stessa... mi è parso un assurdo.
Abitandoci per una settimana con i miei 36 compagni di settimana bianca, giorno per giorno la casa è diventata sempre più mia: ho cercato di curarla, e intanto mi mi sembrava di rispondere ad un'attesa, ad un bisogno di cura, di affetto.
Ho passato diverse ore nella notte tra giovedì e venerdì a pulire la cucina, e giovedì mattina - con l'aiuto di tutti - l'abbiamo rimessa a nuovo. Anche le case hanno un'anima.

sabato 26 febbraio 2011

Ritorno


Ritorno da Chezal-Sestriere, ritorno dalla settimana bianca, ritorno al blog dopo tanto tempo.
Dopo un grande pieno, oggi un grande vuoto, colmato da piccoli segni di ripresa: ordinare, sistemare, riorganizzare...
E' bello tornare a casa e trovare la camera pulita (grazie a Carla).
Fa piacere sapere che tutti sono stati contenti, che è stata una settimana da non dimenticare.
E' importante che quasi tutti gli ostacoli siano stati superati, che gli inevitabili momenti di tensione si siano sciolti, che sia stato percepito il grande lavoro di squadra che abbiamo fatto tutti insieme.
Un grande vuoto, dopo una settimana dilatata nel tempo e nello spazio, colmato da una grande pace.