Qualche giorno fa mentre camminavo per strada sono stato colpito da alcuni fiori in un giardino, particolarmente belli e sgargianti. Mi è venuta in mente (in modo forse un po' semplificato), la risposta che la scienza dà a questa bellezza, mettendola in relazione con la necessità dei fiori di essere "vistosi" di fronte agli insetti, e così permettere l'impollinazione e la loro sopravvivenza. Quindi tanta bellezza per uno scopo funzionale, utile. In passato questa idea mi aveva dato un certo fastidio, mi sembrava minimizzasse la bellezza della natura. Oggi invece mi è stato chiaro che nella natura la funzionalità è di per sé bellezza. L'uomo, nella sua evoluzione, è diventato capace di fare cose "brutte" e di slegare l'utilità dalla bellezza. Per fortuna è vero anche il contrario. Mi colpisce quando il design riesce a ripristinare questa identità anche con gli oggetti più quotidiani.
giovedì 19 aprile 2012
sabato 14 aprile 2012
Ci vediamo in un sogno
Mi ero accorto già da diversi mesi del fenomeno, ma questa notte ne ho preso pienamente coscienza. Da un po' di tempo a questa parte, nei sogni fatti durante la notte, accanto a eventi e mondi paralleli, mi capita sempre più spesso di affrontare questioni quotidiane, di parlare e analizzare fatti del giorno, di rivedere persone lontane e di parlare con loro di questioni reali. Il sogno accorcia le distanze, fa presenti amici distanti, ma si ricollega alla vita non soltanto simbolicamente, ma anche in modo diretto.
Stanotte ho incontrato F.C., e con lui ho avuto un colloquio profondo e molto articolato. Mi sono svegliato con l'impressione che quando si è molto lontani ci si può dare appuntamento in un sogno.
venerdì 13 aprile 2012
Il giardiniere di Monet
Stamattina, quasi al risveglio, ho fatto un ultimo sogno. Mentre in macchina cercavo di parcheggiare in una strada stretta, ho urtato alcuni bidoni. Quando sono sceso per raccoglierli mi sono accorto che non si trattava di comuni bidoni della spazzatura, ma di materiale vario lasciato lì da qualcuno. Poco dopo, con un furgoncino, arriva il proprietario: un gentilissimo giardiniere con berretto e baffi. Questa gentilezza è il tratto che ha accompagnato il mio risveglio. Mentre facevo colazione ripensavo al sogno quando mi sono ricordato chi fosse quell'uomo gentile. Ma certo! Il giardiniere di Monet. Proprio ieri, con Michele, ho visitato proprio il giardino di Monet, nella mostra dedicata a Van Gogh, Gaugin e molti altri.
giovedì 12 aprile 2012
Van Gogh e Michele
Oggi sono stato a vedere la mostra su Van Gogh - qui a Genova - insieme a Michele. Lo avevamo programmato da tempo e finalmente siamo riusciti a realizzarlo.
Gli incontri con Michele sono sempre molto wikipediani, nel senso che raccolgono - in una porzione tutto sommato limitata di tempo - gli argomenti più vari, collegati però sempre da qualche più o meno invisibile anello. Tra ieri e oggi abbiamo spaziato da temi lievi ad altri più culturali, a serie teorie esegetiche, dal Corriere dei Ragazzi a Van Gogh-Gaugin, da osservazioni sulla vita familiare a teorie e prassi pastorali, con intermezzi vari. E' sempre un piacere. La conversazione viene sospesa per cause esterne - come la partenza di un treno - ma riprende quasi da dove si era interrotta la volta successiva.
lunedì 9 aprile 2012
Comprendere tutto
Ieri sera alla preghiera cittadina di Taizé sono rimasto molto colpito da una frase di frere Roger.
«Fin dalla mia adolescenza ho desiderato di non condannare mai nessuno. Per me l'essenziale è sempre stato comprendere tutto dell'altro».
domenica 8 aprile 2012
Pasqua 2012
Concluse tutte le celebrazioni della settimana santa, mi godo un momento di tranquillità, contento di tutto quanto è accaduto in questi giorni.
sabato 7 aprile 2012
Shabbat
Oggi è il 7 aprile: inizia Pesach, la Pasqua ebraica.
Oggi per i cristiani è soprattutto il grande Shabbat: Dio riposa dentro un sepolcro.
Giorno affascinante di silenziosa attesa.
lunedì 26 marzo 2012
I giorni si allungano
Faccio sempre un po' di fatica ad abituarmi all'ora legale, ma questa fatica è completamente compensata dal piacere di vedere improvvisamente allungarsi le giornate.
Oggi ho provato un autentico benessere, complice una dolcissima giornata dai toni sfumati.
Non so esprimere la leggerezza che si affaccia in questi lunghi pomeriggi, è un misto di emozioni, evocazioni di attimi intensi della mia vita. Non è semplicemente il passato che fa capolino, piuttosto l'eterno presente.
(disegno di Gio Mondelli)
domenica 25 marzo 2012
Sostiene Pereira
"Sostiene Pereira" fa parte dell'essenzialissima biblioteca dei miei libri sempre in lettura. Un libro che ho letto un numero imprecisato di volte, e che fa parte di me, ormai. Quando mi trovo in una fase nuova della vita, quando devo fare scelte importanti e difficili, e in molte altre occasioni, ricomincio a leggerlo. E ogni volta la vicenda di Pereira mi coinvolge sino ad un punto di identificazione totale. Alla fine sono io, Pereira, a prendere la decisione finale, a scegliere - a caro prezzo, l'unico prezzo che vale - la libertà.
Beati gli uomini come Antonio Tabucchi, che attraverso i loro personaggi rimangono eternamente tra noi, sono noi.
venerdì 23 marzo 2012
Un sogno molto singolare
E' il sogno con il quale mi sono svegliato questa mattina.
Mi trovavo nella casa dove sono nato, a causa della morte di una persona. Nel sogno non aveva una identità, così come non l'avevano le persone che stavano con me: si trattava però di una donna. Nel sogno non c'era tristezza o dolore.
La salma si trovava nell'ex studio di mio padre (si entrava infatti dall'ingresso e non, come ora, dall'andito).
A un certo punto decido di andare a vedere la salma, prima degli altri. Mentre mi affaccio alla stanza, il corpo gira su se stesso e cade per terra con un botto. Faccio una velocissima riflessione: i morti non si muovono, quindi questa persona che noi crediamo morta, è ancora viva - e proprio in quel frangente la sento emettere dei suoni. Immediatamente mi metto a gridare con tutte le mie forze per richiamare l'attenzione degli altri presenti in casa. Cerco di urlare con tutte le mie forze, ma non riesco ad emettere neanche un filo di voce. Intanto però la donna si risveglia: l'ultima immagine del sogno è lei, in buona salute, attorno alle anonime persone che erano con me.
Un sogno simile: agosto 2011
giovedì 22 marzo 2012
Un libro molto onesto
Qualche giorno fa in un autogrill ho trovato un libro con titolo accattivante.
In tempi come questi, guadagnare un'ora ogni giorno sarebbe davvero grasso che cola.
Ho iniziato a sfogliare il libro, per capire se si trattasse di un testo serio, o uno dei tanti finti manuali in circolazione.
La lettura era soddisfacente, e il libro mi appariva decisamente essenziale per la fase che sto vivendo.
Ad un certo punto sono stato rapito da una pagina: un vero estratto di sapienza.
Il libro era talmente convincente che - felicemente - ho deciso di non comprarlo per iniziare subito a mettere in pratica i suoi preziosi suggerimenti.
In tempi come questi, guadagnare un'ora ogni giorno sarebbe davvero grasso che cola.
Ho iniziato a sfogliare il libro, per capire se si trattasse di un testo serio, o uno dei tanti finti manuali in circolazione.
La lettura era soddisfacente, e il libro mi appariva decisamente essenziale per la fase che sto vivendo.
Ad un certo punto sono stato rapito da una pagina: un vero estratto di sapienza.
Il libro era talmente convincente che - felicemente - ho deciso di non comprarlo per iniziare subito a mettere in pratica i suoi preziosi suggerimenti.
lunedì 12 marzo 2012
Bivacco a Belpiano
Fine settimana coi ragazzi nell'entroterra di Chiavari.
Sono tornato a casa molto contento, mi e' sembrato di aver ritrovato quella sintonia con i miei giovani amici che nell'ultimo anno avevo paura di aver perso.
I numeri grandi, l'organizzazione da seguire, troppi animatori da coordinare... tutti fattori che mi avevano fatto perdere l'immediatezza ritrovata invece a Belpiano.
Ogni viaggio una vita
Mercoledi e giovedi ho fatto un rapidissimo viaggio a Bath, cittadina inglese dove a fine giugno passero' due settimane con i ragazzi della scuola. Complice una bellissima giornata di sole, Bath mi ha incantato con le sue atmosfere un po' magiche.
In questi anni ho fatto tanti viaggi e conosciuto molte citta'. Spesso ho avuto la fortuna di fermarmi per quel tempo necessario ad entrare in sintonia con ognuna. Cosi' ormai sono tante "la mia citta'", la "mia casa".
Ogni viaggio e' una vita nuova, una porta spalancata su dimensioni prima appena sfiorate o ignote. Ogni volta. Tanto che non e' piu' semplicemente il viaggio la metafora della mia vita, ma ogni viaggio e' una vita.
giovedì 16 febbraio 2012
Area fumatori
Da alcune settimane i rappresentanti degli studenti al Consiglio di Istituto hanno ottenuto un'aera fumatori all'ora di ricreazione, dopo un anno e mezzo di (fallito) proibizionismo totale. Ho appoggiato - da storico non-fumatore - la proposta, anzi, ho aiutato i ragazzi a elaborarla. Sono stati molto in gamba e in Consiglio sono riusciti a convincere la netta maggioranza con valide argomentazioni.
L'area fumatori si trova in un cortile prima non utilizzato per la ricreazione, sul lato porticciolo.
Ho iniziato a frequentarla per fare assistenza quando qualche collega era impossibilitato, ma ormai ci passo tutti i giorni buona parte della ricreazione.
Devo dire che in questa area fumatori tanto avversata da alcuni colleghi, avviene qualcosa di "magico". Anzitutto i numeri sono sempre contenuti, non c'è stato l'assalto al fumo che veniva temuto (i ragazzi si sanno auto-regolamentare molto meglio di quanto certi adulti pensino). Non solo: il fumo rilassa, e una sigaretta in compagnia stimola la conversazione, per cui nella terrazza si crea un clima molto soft, piacevole, in poche parole si sta bene. Per me è una conferma di come vadano gestiti certi "problemi", di come le imposizioni fruttino poco, di come i ragazzi - sfidati sul fronte della responsabilità - sappiano dare risposte adeguate, di come ogni visione ideologica o demonizzante (per esempio verso il fumo) sia sempre sbagliata. Parola di non-fumatore.
martedì 31 gennaio 2012
lunedì 30 gennaio 2012
Il vangelo di Marco
Da due settimane sono immerso nella lettura di un libro appena uscito. Si tratta di un commentario in tre volumi al vangelo di Marco: "Vangelo di una notte vangelo per la vita". È scritto da Benoit Standaert, monaco benedettino fiammingo di Bruges.
Standaert, studioso originale, decisamente fuori dai tradizionali canoni accademici delle università pontificie, è stato mio professore negli anni '90. Già allora avevo trovato nuova e affascinante la sua lettura del vangelo di Marco, letto secondo i parametri dell'analisi retorica, come opera compiuta. Il suo approccio non ne escludeva altri, ma sottolineava l'intenzione dell'autore nella redazione del testo, e la fisionomia della comunità che lo leggeva. Dopo vent'anni gli studi di Standaert sono andati molto avanti, approdando ad un denso commentario. Più vado avanti nella lettura e più ne resto affascinato. Standaert risponde a molte mie domande, soprattutto alla mia ricerca di un testo che risuonasse nell'ambiente culturale e religioso nel quale il vangelo era stato scritto. Una lettura di Marco alla luce dell'Antico Testamento, della fede con cui il Vangelo veniva accolto dai primi cristiani in prevalenza di origine giudaica.
Standaert fa risuonare Marco in modo nuovo, aprendo spazi di comprensione per me del tutto nuovi. Non credevo che ci fosse ancora spazio per grosse novità nella lettura, dei vangeli sinottici e devo felicemente ricredermi.
La lettura di Standaert è profonda, mai arida, e fa parlare i più minuti particolari.
Mi sembra di essere entrato in una miniera di pietre preziose, un luogo fantastico tutto da esplorare.
sabato 21 gennaio 2012
Ancora Lost
Ho ripreso a guardare sistematicamente Lost e a scrivere il mio blog da dove mi ero fermato a maggio (gli inizi della seconda stagione). Finalmente si sono liberati alcuni spazi nella mia settimana che mi permettono di dedicarmi a ciò che mi piace. Non ho mai abbandonato il progetto, ma aspettavo il momento opportuno per riprenderlo. Ora mi sembra anche di aver capito meglio la prospettiva nella quale voglio rivedere e rileggere le varie puntate. Su internet si trova tutto per quanto riguarda i contenuti di Lost nel suo livello immediato: riassunti dettagliatissimi degli episodi, fotografie di ogni particolare, spiegazioni di misteri, raccolta di dettagli infinitesimali. C'è molto meno però per quanto riguarda il livello più profondo di Lost:
- la struttura interna, l'approfondimento del percorso interiore fatto da ogni personaggio e dal gruppo insieme;
- il livello dell'immedesimazione personale: come mi scriveva Paolo su Twitter qualche giorno fa, Lost parla di ognuno di noi, racconta le nostre storie;
- la dimensione trascendente: Lost osa fare una rilettura della fede e delle religioni oggi, in particolare del cristianesimo, ponendo al centro della sua visione l'amore, la misericordia, la solidarietà che va oltre la morte.
Io trovo che tutto questo sia eccezionale, e che un'opera così bella non possa essere messa via troppo facilmente.
Lost è un viaggio interiore che si può fare in molti modi, non impone niente, ma permette - attraverso l'immedesimazione con i suoi personaggi a tutto tondo - di specchiare se stessi negli altri. È un percorso che continuo a fare, ma mi piace condividerlo.
sabato 14 gennaio 2012
martedì 10 gennaio 2012
Rientro a scuola
Oggi è stato il mio primo giorno di scuola dopo le lunghe vacanze di Natale (il lunedì è sempre libero per permettermi di smaltire gli impegni del fine settimana).
E' stato un avvio molto tranquillo, ma soprattutto con la I liceo scientifico è "successo" qualcosa. Capita infatti con alcune classi di stabilire dei rapporti speciali nei quali crollano alcune difese tipiche della scuola. Oggi percepivo una richiesta di aiuto, una fragilità da custodire, una fiducia da comunicare.
lunedì 9 gennaio 2012
Semplificare
In questi primi giorni del 2012, di ritorno da Berlino, ho avuto insolitamente molto tempo libero da dedicare alle mie cose. Ho potuto fare ordine nella mia stanza, e soprattutto "semplificare" molte cose, fare spazio, eliminare il superfluo, fino a raggiungere una sorta di nuovo punto di inizio.
Mi piace questa idea della semplificazione e vorrei raggiungerla in ogni ambito della vita.
giovedì 5 gennaio 2012
Punti di vista
Nella mia comunità c'è una certa dialettica piuttosto goliardica, ma molto interessante e piacevole, che riempie di stimoli i pasti comuni. Esistono posizioni differenti, che emergono piuttosto giocosamente. Ciò non toglie che esse dietro apparenze miti, si manifestino a volte in tutto il loro peso.
Ieri per esempio, una delle persone con cui vivo mi ha inviato un messaggio di inizio anno - inviato alla sua cerchia di amici - in cui esprime i suoi sentimenti di amarezza, disagio, ribellione verso la situazione che viviamo. Pur non considerandosi berlusconiano, ritiene Monti e Napolitano due usurpatori, la democrazia sospesa e tutta una serie di considerazioni che lascio immaginare. La cosa mi ha molto toccato. Quello che per lui è un dolore profondo, per me invece è una liberazione, fonte di benessere e di ottimismo verso il futuro. Io per esempio penso che Berlusconi abbia fatto del male, un male profondo, alla nostra società, che è ancora ferita, avvelenata per questo. Per lui le cose sono diametralmente opposte. Eppure viviamo bene insieme, ci stimiamo, spesso nelle discussioni ci troviamo sullo stesso versante e ci facciamo da spalla l'un l'altro. Esiste però un punto dove le nostre strade divergono inesorabilmente.
Chi ha ragione? E' ovvio che per me è evidente la mia posizione, ma non posso pensare che lui sia in mala fede. Gli anni mi hanno insegnato a convivere in questa situazione di diversità, dove l'uno soffre per ciò che all'altro rallegra. Ma non è una cosa facile da capire e da vivere.
martedì 3 gennaio 2012
Capodanno a Berlino
Sono tornato a Berlino quasi tre anni dopo la prima volta (2009, in gita scolastica). Questa volta è stato diverso: ho vissuto la città in un altro modo, e ho potuto conoscere un po' meglio un suo piccolo frammento, la comunità parrocchiale che ci ospitava.
L'occasione è stato l'Incontro europeo dei giovani, che la comunità di Taizé organizza ogni anno in una grande città europea: Rotterdam lo scorso anno, Berlino ora, Roma l'anno prossimo. Un evento che coinvolge circa 30.000 giovani di tutta Europa. Il luogo di incontro quotidiano di questa folla è stato la Fiera di Berlino, un complesso enorme vicino allo stadio olimpico.
Un'altra tappa del mio lungo viaggio.
lunedì 26 dicembre 2011
Natale a S'Archittu
E' stato il primo Natale a S'Archittu della mia vita. Natale molto bello, iniziato la vigilia con il matrimonio di Paolo e Antonella. Un Natale destinato a rimanere e a crescere dentro di me.
mercoledì 21 dicembre 2011
Vacanze all'isola dei Gabbiani
Ho finito: tutto è pronto. E' la prima volta - dopo 25 anni - che torno a casa per Natale. Ho dovuto lasciare tutto in ordine, per cui il lavoro di questi ultimi giorni è stato molto intenso. Mi sono organizzato bene, con largo anticipo, per cui come previsto, questo pomeriggio ogni cosa era completata.
Domani parto. Primo Natale della mia vita a S'Archittu: qualcosa di veramente inatteso.
La mente è andata più volte in queste settimane all'isola dei Gabbiani, a quel Natale specialissimo trascorso dalla famiglia Melkerson nell'isola. E' il libro che mi porto dietro.
lunedì 12 dicembre 2011
In questo periodo
Ogni giorno porta però min se molte cose preziose. Oggi ho iniziato la preparazione al natale delle classi con alcuni incontri personali particolarmente belli e intensi. Uno, in particolare, ha fatto riemergere il sentimento chiave di questa mia ormai lunga permanenza a Nervi: la gratitudine. Ho rimessoo a fuoco come la gratitudine sia una forza straordinaria capace di creare nuovi significati alla nostra esistenza.
(Nella foto un dettaglio della mia stanza)
venerdì 25 novembre 2011
mercoledì 16 novembre 2011
Assisto incredulo
Assisto un po' incredulo a quanto succede attorno a me, un po' stordito. Quanto ho da sempre atteso e desiderato si è realizzato all'improvviso. Non c'è stato neanche il tempo di gioirne più di tanto. L'esperienza passata mi consiglia una certa prudenza, ma ho fiducia che qualcosa di nuovo possa emergere. La costante, però, resiste: ciò che è falso è destinato inesorabilmente a crollare. Prima o poi, non importa quando. Crolla inesorabilmente.
mercoledì 19 ottobre 2011
domenica 2 ottobre 2011
Due gradi di separazione
Qualche giorno fa mi sono imbattuto, quasi per caso, in un articolo di Unità e Carismi scritto da Angelo Lazzarotto (lo si può leggere qui), dedicato a Tiziano Terzani. Conosco bene Angelo Lazzarotto, missionario del PIME, grande conoscitore dell'estremo oriente e soprattutto esperto della Cina, ma non sapevo che fosse stato amico di Tiziano Terzani. La cosa mi ha piacevolmente stupito: ho scoperto che tra me e Terzani ci sono solo due gradi di separazione.
Ma molto di più mi è piaciuto il contenuto dell'articolo. Ho iniziato a conoscere Terzani più di dieci anni fa, e mi ero sentito espresso da lui - dopo l'11 settembre - nelle sue bellissime "Lettere contro la guerra". Penso poi di aver letto tutto quanto ha scritto: una porta spalancata verso il mondo orientale da me poco conosciuto. L'ho seguito - attraverso i suoi libri - nel suo percorso interiore che lo ha portato ad affrontare la morte con grande coraggio e determinazione. La testimonianza di Angelo Lazzarotto mi conferma ancora di più che i semi del Vangelo sono dapertutto, non seguono i nostri piccoli percorsi intellettuali, i confini che vorremmo tracciare, le appartenenze che vorremmo controllare. Per fortuna, e per grazia "lo Spirito soffia dove vuole".
martedì 20 settembre 2011
Zattera
Don Zattera, sazio di giorni (96 anni e mezzo) ha finito la sua corsa. E' stato per me un grande amico. Insieme a mio padre e a Felice, lo considero una delle persone più importanti, che ha inciso di più sulla mia vita.
Per undici anni, a Grottaferrata, ci siamo frequentati con assiduità. Quando l'ho incontrato la prima volta aveva 80 anni, ma una vitalità straordinaria, insieme a una grande lucidità, memoria, attenzione all'altro.
A me sembrava di essere uno dei suoi migliori amici, e so che molti altri penseranno la stessa cosa di lui, tanto era capace di stabilire relazioni autentiche, profonde, ma anche leggere e piacevoli. La sua risata rassicurante è stata mille volte la migliore medicina per quei piccoli mali che talvolta vorrebbero inquinare la nostra vita.
In questi ultimi anni non ci siamo sentiti spesso, ma bastava una telefonata per rinverdire un rapporto che ormai - per me - era già al di fuori dello spazio e del tempo. Un anno fa gli avevo scritto una lettera, obbedendo ad una spinta interiore. Pochi giorni dopo ecco la sua risposta: una lunga lettera affettuosa, scritta a mano, con il suo italo-brasiliano inconfondibile, ricca di notizie e di tracce preziose del suo animo ormai completamente semplice.
Pur essendo un uomo saggio, era estremamente concreto, radicato a terra, e completamente evangelico.
Oggi non sono stato triste neanche per un attimo quando ho saputo della sua morte, ho provato invece una grande tenerezza, e mi sono sentito molto più sicuro, molto più protetto e guidato da una presenza amica.
sabato 17 settembre 2011
Il mare e la spiaggia dureranno in eterno
Il mare e la spiaggia dureranno in eterno.Mi sono venuti spesso in mente questi versi di Gibran durante la settimana che sto concludendo qui al mare. Settembre mi ha completamente riconciliato con S'Archittu. Negli ultimi anni, infatti, le vacanze ad agosto erano state caratterizzate dal tipico clima balneare estivo: tanta gente, spiaggetta sovraffollata, un certo caos, difficoltà a trovare luoghi e tempi tranquilli.
Questa volta è stato tutto diverso, tanto che questa settimana mi è apparsa dilatata nel tempo e nello spazio. Da un lato mi sento completamente appagato, e parto - domani - soddisfatto di tutto. D'altra parte il benessere è tale, che rimarrei qui, in questo spazio senza tempo, per sempre.
Sabbia e Onda
Per sempre me ne andrò per questi lidi,Tra la sabbia e la schiuma del mare,L'alta marea cancellerà le mie impronte,E il vento disperderà la mia schiuma.Ma il mare e la spiaggia dureranno In eterno.K. Gibran
martedì 13 settembre 2011
lunedì 12 settembre 2011
martedì 6 settembre 2011
Cantiere CdG
Oggi abbiamo chiuso la prima fase del "Cantiere CdG": una settimana in cui, tutte le mattine, abbiamo lavorato insieme per migliorare la nostra casa. Pittura delle pareti, manutenzione, risistemazione della nostra cucina "da campo". Il caos di questi giorni oggi ha preso forma, ordine e armonia, e ci siamo accorti che ora la CdG è molto più bella e molto più "nostra".
lunedì 5 settembre 2011
Un piccolo bagno di folla
Stamattina ho avuto il mio piccolo bagno di folla, quando verso le 9.00 sono passato davanti a scuola (strada obbligata) e ho incontrato tutti insieme i ragazzi dello scientifico in attesa di fare gli orali per il recupero del debito. Confesso che - nonostante la ritrosia iniziale - mi ha fatto piacere essere strattonato da una parte e dall'altra, chiamato, sommerso, abbracciato... E' proprio il segno che si ricomincia.
giovedì 25 agosto 2011
Ritorno da Madrid
mercoledì 3 agosto 2011
Incubi
In certi periodi dell'anno mi capita di ricordare più facilmente i sogni. Alcuni sono talmente interessanti che mi piace scriverli per ricordarli.
Negli ultimi giorni più che di sogni si è trattato di due incubi, cosa che - da quando ero bambino - mi pare non mi fosse più capitata.
Primo sogno, tre o quattro notti fa.
Mi trovavo con un'altra persona di ritorno da un lungo viaggio in macchina. Si deve ripartire insieme per ritornare. Do per scontato che il mio accompagnatore - che guida - mi aspetti. Mi attardo un po' e lui invece parte da solo. Mi ritrovo quindi a fare la strada a piedi, insieme ad un altro anonimo accompagnatore. La strada è davanti a me, lunghissima, fatta di molti tornanti. Vengo preso dallo scoraggiamento e mi dico "non ce la posso fare".
Secondo sogno, ieri notte.
Sono in una grande casa, indefinibile. Lascio un gruppo di persone - anonime - e vado verso l'uscita, scendendo delle scalette piuttosto ripide. Mentre sono circa a metà, vedo una persona - un ladro - entrare e dirigersi velocemente verso destra. Ho la consapevolezza che gli altri abitanti della casa sono lontani e non mi possono sentire, ma in preda alla paura cerco di gridare con tutta la voce che ho, ma dalla gola non viene fuori nessun suono: non riesco a gridare. A un certo punto faccio uno sforzo enorme e lancio un urlo, lo stesso urlo che mi sveglia. Sono le tre e mezzo e mi ritrovo nel mio letto, frastornato: ho gridato davvero, oppure è stato solo un sogno?
martedì 2 agosto 2011
Taizé 2011
24-31 luglio 2011, torno a Taizé per la quarta volta, dopo essere stato anche all'incontro di capodanno a Rotterdam. Nei giorni precedenti mi chiedevo se sarebbe stato come le altre volte o se questa volta avrei iniziato a scoprire i limiti di questa esperienza.
La settimana è stata molto bella, creativa. I libri che mi sono portato dietro delle pietre miliari per la mia vita (in particolare "Il cammino dell'uomo" di Martin Buber, "I racconti di un pellegrino russo", "Le fonti di Taizé" di fr. Roger, "Come evangelizzare oggi" di Enzo Bianchi).
La novità di quest'anno è stata di essere ospite della mensa dei freres, e quindi di conoscere un po' più dal di dentro questa forma di vita. E' una amicizia - rivolta in particolare ad alcuni freres più vicini, ma che si rivolge a tutta la comunità - a cui tengo molto e che considero molto importante per la mia vita.
Le lacrime della commessa
Stamattina, su suggerimento di R., un'amica che lavora in una agenzia di viaggio, sono andato in centro città, in una agenzia specializzata tra l'altro nei biglietti ferroviari. Avevo un bel po' di lavoro da fare: completare l'organizzazione del viaggio a Madrid per più di 20 persone, attraverso l'acquisto di diversi supplementi su varie tratte. Ben presto è arrivato il mio turno, ho spiegato chi ero e cosa volevo, e una ragazza molto gentile ha iniziato a lavorare per me. Non tutto andava per il verso giusto, per cui, quando non trovavamo posto su un certo treno, per un effetto a catena dovevamo rivedere tutto il percorso di quel dato giorno. Io avevo lavorato per conto mio, per cui - tutto sommato - il lavoro procedeva abbastanza bene, e ad un certo punto si è creata un'intesa molto positiva. Penso fosse passata quasi un'ora, quando un signore che aspettava ha inveito pesantemente verso la ragazza e - indirettamente - verso di me, con parole grosse e del tutto fuori luogo. Era comprensibile una certa impazienza nella fila, ma la ragazza stava lavorando e io ero un cliente portavoce di altre venti persone. L'accusa era addirittura di "maleducazione": una parola stridente con quella ragazza assolutamente mite. La cosa mi è subito dispiaciuta e mi sono scusato con lei, ma in realtà non era quello il punto: non eravamo infatti nel torto. La ragazza mi ha rassicurato e abbiamo continuato a lavorare. Pochi minuti, però, e lei è scoppiata in lacrime esprimendo il suo rammarico per un'offesa ingiustificata. In quel momento ho provato pena e affetto verso questa persona sconosciuta, ma soprattutto grande stima. Non è usuale che la commessa scoppi in lacrime davanti ad un cliente, probabilmente non è professionale, tuttavia in quel momento tra noi una relazione umana ha prevalso sulle forme. Da parte mia l'ho rassicurata e ho cercato di manifestare apertamente la mia stima, e anche di velocizzare il lavoro, nei limiti del possibile. Pochi minuti ancora e abbiamo concluso: il risultato finale è stato eccellente. Quanto si è trattato di pagare (una cifra notevole) le ho chiesto se nel conto erano inseriti i diritti di agenzia, lei ha risposto affermativamente per dirmi subito dopo che il suo lavoro per me era stato del tutto gratuito: nessuna commissione in più.
Sono uscito dall'agenzia frastornato, dispiaciuto per quelle lacrime, ma molto contento di questo incontro del tutto casuale e inaspettato.
sabato 23 luglio 2011
Tra una tappa e l'altra
Finisce oggi una settimana di sosta tra il campo estivo ed il viaggio a Taizé. Ci voleva un po' di riposo e di tranquillità. Questa è l'estate dei grandi numeri (64 a Londra, 67 a Cecciola per il campo), e dei viaggi impegnativi (Taizé e Madrid in treno). Ci voleva anche questa esperienza, andava raccolta questa sfida e per fortuna tutto è andato bene. Siamo a metà della corsa: solo alla fine sarà il tempo per le nuove idee che già si affacciano.
domenica 3 luglio 2011
Altri mondi
Conoscere una nuova città è un'esperienza di vita che allarga la propria visuale del mondo. Di Londra mi ha affascinato la grandezza, la cosmopolicità, l'atmosfera, gli autobus, le volpi che ho visto per strada, la casa di Ginny.... e mille altre cose.
Aver portato a Londra 60 ragazzi è stata un'impresa. Ora, a ventiquattro ore di distanza, penso che sia stata una impresa completamente riuscita, nonostante gli imprevisti (fino all'ultima notte) che ho dovuto affrontare insieme ai miei bravissimi quattro accompagnatori (vuol dire molto avere uno staff di amici).
Certo, non porterò mai più in giro per Londra 60 ragazzi: a chi mi chiedesse un consiglio direi di non farlo, di portarne solo un piccolo gruppo. Però noi ci siamo riusciti, i ragazzi sono tornati contenti, hanno avuto molta libertà e fiducia. Alcuni ragazzi si sono comportati in modo scorretto, e sul momento questo è stato un vero smacco per me, ma ora alla distanza mi sembra che anche questo faccia parte del gioco.
Una vera esperienza di vita che lascerà una traccia.
Dentro il tubo
Difficile dire quante ore abbia passato dentro "The tube" nelle mie due settimane a Londra: moltissime.
Muovermi in underground è stata una delle cose più interessanti di questi giorni. Penso che non si possa conoscere Londra senza acquistare familiarità tra la Central e la Picadilly, senza avere sempre in tasca la mappa che ti può portare da un punto all'altro della città.
sabato 2 luglio 2011
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