venerdì 31 agosto 2012

Carlo Maria Martini


Ho provato un attimo di sgomento quando un amico mi ha comunicato la notizia della morte del cardinal Martini. La sua presenza mi dava sicurezza, mi comunicava la certezza che è ancora possibile essere cristiani e amare gli uomini di oggi, senza forzate contrapposizioni, spinti solo dal Vangelo, dall'Amore.
Più tardi ho visto una sua bellissima intervista alla televisione, e la sua parola era viva, attuale. Lì ho superato lo sgomento: continuerà a parlare, la sua parola è più che mai forte, ora sarà luce, faro.
C'è una chiesa che gli uomini desiderano e che amano, di cui più che mai voglio fare parte.

domenica 29 luglio 2012

Padre Novo


Questa notte p. Novo è "rinato di nuovo" alla vita vera, eterna, che non avrà mai fine.
Ha compiuto un disegno straordinario, ci lascia una grande eredità.
Ho avuto la fortuna di stargli accanto per molti anni. Oggi è difficile dire qualsiasi parola, ma so che ora sarà Novo a suggerirmi molte cose: il filo d'oro con lui è più vivo che mai.

martedì 3 luglio 2012

Ritorno da Bath


Sono tornato da Bath molto contento, con una buona dose di energia. E' difficile da descrivere, più facile da vivere, il clima che si è creato tra tutti. Un senso di benessere diffuso, moltissima allegria, assenza di tensioni... quello che potrebbe essere sempre la vita di un gruppo. Non capisco ancora bene la genesi di una tale facilità di rapporti, mi accontento di godermela fino in fondo.

martedì 12 giugno 2012

La misura


Finiti gli scrutini. Nel complesso sono soddisfatto: insieme ad alcuni colleghi sono riuscito a portare a casa diversi risultati utili per molti ragazzi. Tuttavia l'esperienza degli scrutini è sempre motivo di riflessioni sulla classe insegnante. Tutti bravissimi e degni di stima i miei colleghi (lo dico senza ombra di ironia), tuttavia, nel momento delle valutazioni fanno emergere, secondo me, un lato non molto piacevole. Questi scrutini diventano l'ora del giudizio, sembra che dal cielo venga una precisa necessità di giustizia: nessuna indulgenza, il criterio del "non se lo merita" diventa un confine invalicabile. Sarà. Io però, da parte mia, ho rimesso a fuoco uno dei punti cruciali della mia vita: preferisco sbagliare per essere stato troppo indulgente, piuttosto che farlo per eccessiva severità.
Memore di un famoso detto "con la misura con la quale misurate, sarete misurati".

sabato 9 giugno 2012

Lost in the Wilder


Da giorni - nei pochi spazi liberi - sono rapito da questo libro di Thornton Wilder, "L'ottavo giorno". Non credevo, dopo "Il ponte di san Luis Rey" che fosse possibile leggere qualcosa di altrettanto bello.

venerdì 8 giugno 2012

Non tutto finisce


Gli ultimi giorni di scuola hanno qualcosa di inedito e misterioso. Nella fine incombente, nelle ansie e preoccupazioni degli ultimi giorni, nei tentativi finali di riscatto, negli insuccessi, nelle delusioni... in tutto questo si mostrano dimensioni dei ragazzi prima invisibili. Quasi che l'anno scolastico cresca silenziosamente di giorno in giorno, qualche volta si impaluda, e poi all'improvviso, negli ultimi guizzi mostra il meglio di sè. Per me sono giorni intensi nei quali si creano legami che rimarranno nel tempo. Forse non tutti resisteranno alle vicissitudini della vita, ma in ogni caso hanno avuto un valore assoluto oggi, e questo, io credo, rimarrà.

martedì 29 maggio 2012

L'amico ritrovato

Ho riletto in questi giorni - con una certa emozione - "L'amico ritrovato" di Fred Uhlman.
Ci sono dei libri che ho bisogno periodicamente di rileggere: fanno parte del mio background.
E per un caso fortuito, domenica mi è capitato di ritrovare un amico perduto, dopo qualche anno.
Una coincidenza che non è passata inosservata, almeno per me.

domenica 6 maggio 2012

Non ingannare


Oggi ho fatto la brutta esperienza di sentirmi ingannato.
La cosa ovviamente non mi ha lasciato indifferente, ma mi ha rimandato ad un chiaro orientamento della mia vita: non ingannare me stesso, non ingannare gli altri. Sono gli inganni a rendere la vita complicata. Sono gli inganni il fardello più pesante.

La macchina del tempo


Ieri sono entrato in quella prodigiosa macchina del tempo che è internet. Macchina implacabile. Digiti su google il nome di un amico che non rivedi da anni, di un compagno delle medie o del liceo, così come lo ricordi in quel tempo passato, e nello spazio di qualche decimo di secondo google te lo restituisce così come è oggi, con tanto di foto, curriculum, informazioni le più varie. E' un gioco che ho fatto qualche altra volta, ma ieri è stato diverso. Google è stato spietato. Quando mi è venuto in mente il nome di un compagno del liceo, la rete mi ha restituito la foto di un ultraquarantenne un po' calvo e grigio, in pubblica ricerca di una dolce metà 20-30enne.
Confesso che ci sono rimasto male, ripensando a come era bello e brillante in quel tempo. E' stato un piccolo schok, perché sono entrato in un gioco di specchi nel quale a un certo punto mi sono visto anche io. E' stato un vortice: ieri e oggi, magari domani e dopodomani. E' strano questo rapporto con il nostro passato, con la nostra immagine di bambini e ragazzi. Ed emergeva quel mondo dei desideri realizzati o perduti, delle mille vite parallele che avrebbero potuto essere se... vite che forse un giorno ci saranno restituite tutte. E c'è questo presente che non sarebbe senza ogni secondo di quel passato.


martedì 1 maggio 2012

Mattina al molo


Ho iniziato la giornata con una passeggiata al molo, sotto una lievissima pioggerellina primaverile. Il profumo salino ha rievocato per un attimo - come in un sogno - mille momenti del passato. Ho riassaporato con consapevolezza la fortuna di vivere accanto al mare.

venerdì 27 aprile 2012

Una festa meravigliosa


A metà giornata questo post doveva intitolarsi "27 aprile" e raccontare di una radiosa giornata di aprile vissuta in assoluta normalità.
Nel corso del pomeriggio l'assoluta normalità veniva meno: la notizia era trapelata e avevo goduto degli auguri e dell'amicizia di tante persone. 
Stasera il post ha cambiato titolo, perché sono stato protagonista della festa a sorpresa più bella che si potesse immaginare.
Come ogni venerdì oggi c'era gruppo, ed era evidente che con quei ragazzi avremo festeggiato il mio compleanno. Nel pomeriggio mi ero premurato di comprare da bere e di metterlo in fresco e di procurare del gelato.
Da alcuni segnali avevo subodorato che qualcosa bolliva in pentola. 
Quando alle 19.45 sono andato alla CDG sapevo che avrei trovato una sorpresa, e cercavo di capire come ci si deve comportare quando si sa che ci sarà una festa a sorpresa e non si vuole far capire agli altri che lo si è scoperto.
Non c'è stato bisogno di starci troppo a pensare. Quando sono entrato nell'atrio della CDG ho visto soltanto la tavola imbandita. Poi nell'oscurità ho visto qualche persona conosciuta. Poi ho aperto una porta e ho visto altri ragazzi, poi in un effetto strabiliante, decine di persone, in qualche modo "tutte" le persone a cui sono legato. Chi ha organizzato la festa, infatti, è riuscito a mettere insieme tutti i miei amici, dalle provenienze più diverse: scuola, parrocchia, gruppi i più vari... persone che non vedevo da mesi. L'effetto è stato bellissimo. Per la prima volta ho visto alla CDG proprio tutti, senza più i confini di età, provenienza, situazione... con cui devo spesso convivere. E dopo continuavano ad arrivare altri amici, di sorpresa in sorpresa.
In quel gruppo così vario c'erano proprio tutti: anche i tanti che non c'erano fisicamente erano presenti in qualche modo misterioso, perché quel gruppo aveva un inizio ma non una fine.
Ho sperimentato in un modo diverso cosa vuol dire essere amati, e cosa significa essere il nodo di una grande rete. Ognuno di noi è un nodo di infiniti rapporti, ed è amato da tante persone, ma a volte non lo sa.
Questo è il racconto di una radiosa giornata di aprile indimenticabile.


Il molo



Questa sera il molo era tutto per me.

domenica 22 aprile 2012

Auguri Rita Levi Montalcini!



22 aprile 1909 - 22 aprile 2012

La conversione del Risorto


Sono rimasto colpito dalle parole che Gesù Risorto rivolge ai suoi discepoli nell'incontro descritto da Luca al capitolo 24. Egli dice che «nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati». Di quale "conversione" si tratta qui?
Spesso questa parola ritorna nella vita dei cristiani. I tempi liturgici forti - Avvento e Quaresima - iniziano con questo appello di Giovanni Battista, ripreso dal profeta Isaia. Sono anche le prime parole di Gesù nel Vangelo di Marco ("Convertitevi e credete al Vangelo").
La parola è sempre la stessa, con lo stesso significato di cambiamento (girare di 180 gradi, cambiare decisamente rotta nella propria vita), tuttavia c'è un accento diverso tra il prima e il dopo resurrezione.
L'appello di Isaia, Giovanni Battista, del rabbì di Nazaret ha il tono della penitenza, della fatica, della speranza in qualcosa che si spera accada presto. C'è un impellenza, il timore del giudizio che arriva.
Dopo la resurrezione le cose cambiano. Non c'è più fatica, la paura svanisce di fronte al Risorto e le subentra la pace, insieme alla gioia. E' in questo incontro che i discepoli cambiano direzione alla loro vita (si convertono, dunque). Ma non fanno nessuno sforzo. La luce della Resurrezione, lo Spirito di Gesù penetra in loro e li trasforma in persone nuove, coraggiose, affascinanti. Penso che per i cristiani sia questa la vera conversione, stia qui una possibilità reale di cambiamento.

Effetto alone


L'altra sera, di ritorno dalla gita, ho rischiato di essere travolto dall' "effetto alone". Dopo due giorni intensi di immersione totale nel mondo dei miei giovani amici, durante il viaggio di ritorno, proprio verso la fine, un fatto mi ha contrariato, mutando in cattivo l'ottimo umore che avevo avuto fino a quel momento. Ho preso subito coscienza che quel fatto marginale rischiava di diventare un filtro erroneo nella valutazione della gita, tuttavia ho faticato - emotivamente - a non permettere che l'effetto alone prendesse piede.
E' una scorciatoia che percorriamo spesso: permettere all'ultimo evento - bello o brutto che sia - di filtrare le nostre emozioni. E' più difficile, ma più bello, dare ad ogni cosa il suo valore.

sabato 21 aprile 2012

Vuoti e Pieni


Dopo due giorni veramente pieni, in gita con i ragazzi del Biennio a Treviso-Venezia, oggi ho passato una giornata di vuoto. In realtà le cose non stanno proprio così, nella giornata ho avuto vari impegni, tra cui questa sera un colloquio molto bello con un amico. Però la sensazione di vuoto mi ha accompagnato tutto il giorno. E' ormai una costante, fa parte del ritmo della vita. Dopo ogni pieno un vuoto, e viceversa. Per questo da un po' di tempo il vuoto non mi fa più paura come prima.

giovedì 19 aprile 2012

Utilità e bellezza


Qualche giorno fa mentre camminavo per strada sono stato colpito da alcuni fiori in un giardino, particolarmente belli e sgargianti. Mi è venuta in mente (in modo forse un po' semplificato), la risposta che la scienza dà a questa bellezza, mettendola in relazione con la necessità dei fiori di essere "vistosi" di fronte agli insetti, e così permettere l'impollinazione e la loro sopravvivenza. Quindi tanta bellezza per uno scopo funzionale, utile. In passato questa idea mi aveva dato un certo fastidio, mi sembrava minimizzasse la bellezza della natura. Oggi invece mi è stato chiaro che nella natura la funzionalità è di per sé bellezza. L'uomo, nella sua evoluzione, è diventato capace di fare cose "brutte" e di slegare l'utilità dalla bellezza. Per fortuna è vero anche il contrario. Mi colpisce quando il design riesce a ripristinare questa identità anche con gli oggetti più quotidiani.

sabato 14 aprile 2012

Ci vediamo in un sogno


Mi ero accorto già da diversi mesi del fenomeno, ma questa notte ne ho preso pienamente coscienza. Da un po' di tempo a questa parte, nei sogni fatti durante la notte, accanto a eventi e mondi paralleli, mi capita sempre più spesso di affrontare questioni quotidiane, di parlare e analizzare fatti del giorno, di rivedere persone lontane e di parlare con loro di questioni reali. Il sogno accorcia le distanze, fa presenti amici distanti, ma si ricollega alla vita non soltanto simbolicamente, ma anche in modo diretto.
Stanotte ho incontrato F.C., e con lui ho avuto un colloquio profondo e molto articolato. Mi sono svegliato con l'impressione che quando si è molto lontani ci si può dare appuntamento in un sogno.

venerdì 13 aprile 2012

Il giardiniere di Monet


Stamattina, quasi al risveglio, ho fatto un ultimo sogno. Mentre in macchina cercavo di parcheggiare in una strada stretta, ho urtato alcuni bidoni. Quando sono sceso per raccoglierli mi sono accorto che non si trattava di comuni bidoni della spazzatura, ma di materiale vario lasciato lì da qualcuno. Poco dopo, con un furgoncino, arriva il proprietario: un gentilissimo giardiniere con berretto e baffi. Questa gentilezza è il tratto che ha accompagnato il mio risveglio. Mentre facevo colazione ripensavo al sogno quando mi sono ricordato chi fosse quell'uomo gentile. Ma certo! Il giardiniere di Monet. Proprio ieri, con Michele, ho visitato proprio il giardino di Monet, nella mostra dedicata a Van Gogh, Gaugin e molti altri.

giovedì 12 aprile 2012

Van Gogh e Michele


Oggi sono stato a vedere la mostra su Van Gogh - qui a Genova - insieme a Michele. Lo avevamo programmato da tempo e finalmente siamo riusciti a realizzarlo.
Gli incontri con Michele sono sempre molto wikipediani, nel senso che raccolgono - in una porzione tutto sommato limitata di tempo - gli argomenti più vari, collegati però sempre da qualche più o meno invisibile anello. Tra ieri e oggi abbiamo spaziato da temi lievi ad altri più culturali, a serie teorie esegetiche, dal Corriere dei Ragazzi a Van Gogh-Gaugin, da osservazioni sulla vita familiare a teorie e prassi pastorali, con intermezzi vari. E' sempre un piacere. La conversazione viene sospesa per cause esterne - come la partenza di un treno - ma riprende quasi da dove si era interrotta la volta successiva.